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Darsi Pace - Peace Movement
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Darsi Pace and Marco Guzzi: A Channel for Peace and Spiritual Awakening
Darsi Pace and Marco Guzzi: A Channel for Peace and Spiritual Awakening
Darsi Pace is a movement for inner and outer peace inspired by Marco Guzzi. The channel publishes lectures, meditations, events and reflections on harmony. Ideal for those interested in spirituality, yoga and social change. Regular content for personal growth.
È notizia di questi giorni che “un drone marino ucraino ha colpito una nave partita dall'Iran e diretta in Russia, segnando un'evoluzione drammatica nello scenario bellico”. In un post su X Zelensky ha giustificato l’attacco dicendo che erano «navi coinvolte nel trasporto di carichi militari dall'Iran, oltre a una nave da guerra», dirette verso la Russia. La CNN parla di una collisione fra due dei principali conflitti in corso. «Uno scenario imprevisto e preoccupante, a dire di tutti gli osservatori internazionali: dopo il Mar Nero e il Mar Rosso, anche il più grande lago del mondo — il «mare chiuso» condiviso fra Mosca e Teheran — è diventato l’anello di congiunzione delle due grandi guerre in corso, in Ucraina e in Iran». Il rischio cioè è di una "saldatura" fra i diversi conflitti, e come suggeriscono alcuni analisti statunitensi da anni, di uno scontro complesso, ibrido, fatto di differenti strati, fra le potenze occidentali e un «asse d’avversari» (Russia-Cina-Iran-Nord Corea). Insomma sembra che stiamo assistendo a quello che da decenni diversi filosofi della politica sembravano annunciare, lo scontro fra un mondo unipolare e un pluri-verso di grandi stati refrattari all’egemonia dell'ordine internazionale liberale. Le classi dirigenti occidentali sembrano non avere capito la portata e il pericolo di questa escalation, bellica, ma anche ormai economica e quindi sociale, ma anzi soffiano sul fuoco del conflitto, dicendo di volere arrivare alla pace. E mentre il governo italiano annuncia di volere chiedere il SAFE, il meccanismo di “Strumento di azione per la sicurezza europea”, per drenare risorse verso l’acquisto di armi e la difesa comune, nessuno pare più parlare di pace. Dopo quattro anni e mezzo di conflitto cioè non abbiamo né la pace e il condizionatore sta arrivando a prezzi insostenibili. Mentre le classi dirigenti vogliono perseguire questa direzione, credo che divenga sempre più indispensabile preparare i presupposti per una nuova forma di contestazione radicale del sistema della guerra. Nel nostro piccolo è quello che cerchiamo di essere e di fare: un seme di pace, una rivoluzione mentale, per disarmare le coscienze e riaccendere una speranza. Francesco Marabotti
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