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Russian Tour - Россия Италия

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Личный опыт поездок по России без цензуры.

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Личный опыт поездок по России без цензуры.

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Тематика Travel
Язык English
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25 лет рассказов о России: личные истории, туристы, новости.

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CAPODANNO 2027 IN RUSSIA Sono uscite le date e le tariffe! Trovate tutte le informazioni sul nostro sito: Ссылка скрыта 📱 Russian Tour 🌐 Russiantour.com
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🛩Sono arrivati a Mosca i negoziatori Usa sull’Ucraina Steve Witkoff e Jared Kushner. @tutti_i_fatti
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Chi vieta di dire la verità ridendo? Tutti quelli che hanno paura della satira, che hanno il potere per vietarla e che lo vogliono fare, e che infatti lo han già fatto diverse volte. Ma noi teniamo duro, perchè siamo certi che una risata, alla fine, li seppellirà. ❗️ARSENALE K ❗️ 🔴Satira ma non solo. 🔴Anche molti post incazzati. 👀 Teniamo d'occhio la situazione perchè nulla resti impunito o dimenticato. 🔴Solo su Telegram: belli e bannati da tutti gli altri social Vi aspettiamo numerosi ❤️👇 Segui ➡️ 🌐  t.me/ArsenaleKappa 🅰️ 💥💥
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...CONTINUA Poi ci sono i treni. Ho preso quello da Sortavala, in Carelia, fino a San Pietroburgo, quattro ore di viaggio. Vagoni spaziosi, puliti, in ogni vagone un distributore di acqua potabile gratuita, le hostess che passano con il carrello delle vivande e bagni spaziosi e puliti. Un'altra cosa che ho percepito molto è la sicurezza. Una ragazza sola può prendere la metropolitana o un autobus anche alle due di notte senza avere quella paura che in tante città è diventata quasi normale. Può camminare, sedersi in un bar, aspettare qualcuno, tornare a casa tardi senza avere continuamente la sensazione di doversi guardare alle spalle. Non ho mai avuto la sensazione di dover stare attenta a qualcuno che potesse aggredirmi. E ho visto molte ragazze e donne muoversi da sole anche a tarda notte. Naturalmente ci sono anche immigrati, come in qualsiasi grande città, ma quello che ho visto è soprattutto gente che lavora e conduce la propria vita. E mi è stato detto più volte che, se commetti reati, le conseguenze arrivano e la polizia non è molto tollerante. Non voglio trasformare questo in “lì tutto bene e qui tutto male”. Non è questo il punto. Ma dopo aver visto recentemente in Italia una persona accoltellata mentre aspettava un caffè al bar, mi sono posta una domanda molto semplice: quanto vale poter uscire di casa alle due di notte senza avere paura? Secondo me vale moltissimo! E poi ci sono gli investimenti nell'educazione. Una mia cara amica lavora in un ente che distribuisce i fondi destinati alle scuole e agli asili e mi raccontava che negli ultimi anni i finanziamenti sono aumentati moltissimo, tanto che in alcuni casi a fine anno rimangono ancora fondi da utilizzare. Le scuole che ho visto sono moderne, con aule interattive, computer e laboratori, ma mi ha colpito soprattutto lo spazio dedicato allo sport. Palestre, grandi aree verdi e sempre più piscine interne. E poi la cultura. I musei sono pieni e ci sono continuamente visite ed escursioni, non soltanto nei luoghi famosi che conoscono tutti, ma anche in palazzi, biblioteche e luoghi storici meno conosciuti. Sono finita in una visita alla Biblioteca di Voltaire. Caterina II acquistò la biblioteca personale di Voltaire dopo la sua morte e la fece portare a San Pietroburgo: più di seimila volumi, molti dei quali conservano ancora le annotazioni scritte a mano dal filosofo. E io ero lì, davanti a quei libri... E poi c'è la poesia. Un giorno, durante una corsa in taxi, mi sono ritrovata a parlare con l'autista e a un certo punto lui ha cominciato a recitarmi una poesia. A memoria. La poesia in Russia è ancora molto amata. Le persone leggono poesie, le citano e molte le conoscono a memoria. Mi ha fatto sorridere pensare che forse il livello culturale di una società non si misura soltanto nei musei e nelle università. A volte basta salire su un taxi e sentire recitare una poesia. Ma alla fine, la cosa che mi è rimasta più dentro sono state le persone. Ne ho incontrate tantissime e ci ho parlato in situazioni completamente diverse. E, prima o poi, tornava fuori la stessa domanda: non capiscono tutta questa russofobia. Non la capisco neanch'io.😞 Sono italo-russa e forse proprio per questo faccio ancora più fatica a comprendere questa distanza che si è creata. Italia e Russia sono sempre state vicine in tanti modi. Il popolo russo ama profondamente l'Italia: la cucina, la moda, l'arte, l'architettura, la storia, la musica, il nostro mare, la nostra natura. E molte delle persone con cui ho parlato mi hanno detto una cosa che mi ha fatto sorridere: “gli italiani sono simili a noi”. E forse è proprio questo che sento anch'io. Perché quando parli con le persone, quando ridi insieme a loro, quando condividi un viaggio, un caffè o semplicemente una conversazione, quella distanza che da lontano sembra enorme improvvisamente scompare. Ed è questo che mi fa male. Vedere due Paesi che sono stati così vicini allontanarsi sempre di più. Non ho la pretesa di avere risposte e non voglio convincere nessuno. Questa non è la Russia perfetta. Non voglio raccontare una favola e non voglio nascondere quello che non funziona. È semplicemente la Russia che ho visto io. Quella che ho conosciuto da bambina, quella che ho rifiutato per tanti anni, quella che ho ritrovato nel 2018 e che da allora continuo a vedere cambiare ogni volta che torno. E forse, alla fine, è proprio questo che vorrei dire. Prima di giudicare un Paese e un popolo, bisognerebbe ogni tanto provare a conoscerli davvero. Non attraverso uno schermo, non attraverso gli stereotipi e nemmeno attraverso quello che qualcuno ci dice che dovremmo pensare. Prendere un treno, aspettare un autobus, entrare in un supermercato, sedersi in un teatro, parlare con un tassista, visitare una scuola, fare due chiacchiere con una persona incontrata per caso. Guardare con i propri occhi. Io l'ho fatto. E sono tornata a casa con ancora più domande di prima, ma anche con la sensazione che dietro la parol...
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Raramente la bacheca di facebook mi propone post interessanti. È lunghissimo ma lo condivido, sarà diviso in due pubblicazioni. Nel 1992 ho visto spararej per strada a San Pietroburgo. Nel 2018, quando sono tornata, non riconoscevo più quella città. Nel 2024 pensavo di sapere cosa avrei trovato. Nel 2026 mi sono accorta che mi sbagliavo ancora. Lo so già che qualcuno dirà: “è propaganda”. Sinceramente, non me ne frega niente.😄 Non è un post politico e non voglio parlare della guerra, di Putin, dell'Ucraina, dell'Europa o delle sanzioni. Voglio raccontare qualcos'altro, qualcosa di molto più semplice... la vita quotidiana, le città, le infrastrutture, le scuole, i trasporti, la cultura e le persone. E per farlo devo partire da me. Sono italo-russa. ( chi mi segue, lo sa già) Sono nata in Russia, l'Unione Sovietica in quei tempi e lì ho trascorso la mia infanzia. A tredici anni ho cominciato a fare avanti e indietro tra Berlino e Leningrado, fino a quando, dopo la caduta del Muro, mi sono trasferita a Monaco di Baviera. Sono tornata in Russia nel 1992 e ancora nel 1993. Dopo di allora, per più di venticinque anni, non ci sono più tornata. Quella parte di me l'avevo messa da parte, quasi rifiutata. C'erano le cose che avevo vissuto a Berlino, c'erano ricordi che facevano male e, con il tempo, mi ero costruita una certa immagine della Russia. Ma, a volte, la memoria ti può ingannare e la mente mente... Nel 2018 sono tornata anche per questo. Sentivo che mi mancava qualcosa, ma non sapevo darle un nome. Quando sono arrivata l'ho capito: cercavo una parte di me che avevo lasciato indietro. E l'ho ritrovata. La mia anima russa non era mai scomparsa, non era stata cancellata. Era rimasta sepolta molto, molto in profondità. Ma insieme a lei ho ritrovato anche un Paese che non riconoscevo più. Perché nella mia memoria c'era la Russia degli anni Novanta, quella che avevo visto nel '92 e '93, negli anni successivi allo scioglimento dell'Unione Sovietica. Un Paese sprofondato nel degrado, con la povertà che si vedeva ovunque. Nei negozi c'era pochissima merce e, spesso, anche quel poco non era alla portata di tutti perché semplicemente non c'erano i soldi. Ricordo gli anziani davanti alle stazioni della metropolitana. Si sedevano lì con quello che avevano, cercando di vendere qualsiasi cosa potesse fruttare qualche spicciolo: vecchi oggetti, vestiti, piccoli oggetti fatti in casa. Non per arrotondare la pensione, ma per riuscire a comprare qualcosa da mangiare. E poi c'era la criminalità, che sembrava essersi presa intere città. Gruppi criminali si facevano la guerra per spartirsi il territorio e il potere, arrivando anche ad ammazzarsi tra loro per conquistare una fetta della città. Un vero Far West. Ricordo ancora il 1992. Ero seduta nella hall di un albergo, bevevo un caffè, quando sentii degli spari. Mi affacciai alla finestra e vidi un uomo correre sparando verso quelli che lo inseguivano, mentre loro sparavano a lui. Io rimasi paralizzata e guardai la mia amica. Lei mi disse tranquillamente: “È normale. Levati da lì”. Quella era la Russia che avevo nella testa. Poi sono tornata nel 2018 e, appena arrivata a San Pietroburgo, ho avuto quasi la sensazione di essere arrivata in un'altra città. La città era cresciuta, si era trasformata. Nuove strade, ponti, infrastrutture, nuovi quartieri, trasporti. Una metropoli moderna, viva, pulita e curata. I ristoranti erano pieni, ma quello che mi incuriosiva erano soprattutto i teatri. A San Pietroburgo ce ne sono tantissimi e sono pieni praticamente tutti i giorni; molti fanno addirittura due spettacoli al giorno. Se da noi a volte sembra che ci siano più banche e bar che altro, lì ho avuto quasi l'impressione che ci fossero più teatri. Da allora sono tornata nel 2019, nel 2021 (quella volta in bicicletta) e poi nel 2022, nel 2023 e nel 2024, esplorando soprattutto quella parte del Grande Nord che amo tanto, fino ad arrivare all'Oceano Artico. E ora sono tornata ancora. L'ultima volta ero qui nel 2024 e questa volta mi sono ritrovata più volte a pensare: “ma questo qui due anni fa non c'era.” San Pietroburgo sta crescendo a una velocità impressionante. Basta uscire dal centro e cominciano a comparire interi quartieri residenziali, decine di grattacieli, migliaia di appartamenti, nuove strade e nuovi servizi. E c'è una cosa che mi ha incuriosita. Quando un'impresa privata costruisce un nuovo complesso residenziale, non costruisce soltanto le case. E' obbligatorio costruire anche un asilo, una scuola, spazi verdi con aree gioco, servizi sanitari e un supermercato. E poi la velocità dei cantieri. Nel 2024 vedevo un cantiere e adesso, in alcuni casi, mi sono ritrovata davanti a un quartiere finito. Da noi siamo abituati a vedere opere che sembrano diventare parte permanente del paesaggio. Qui ho avuto spesso la sensazione opposta, si costruisce, si finisce e si va avanti. La cosa curiosa è che questo cambiamento lo incontri anche nelle cose più banali....
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Primo giorno a Vladivostok Valerio 📱 Russian Tour 🌐 Russiantour.com
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L'arte di rigirare la frittata 📱 Russian Tour 🌐 Russiantour.com
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Вы сами открыли «ящик Пандоры» 🔹 Минобороны России
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🇺🇦💥 In Ucraina i soldati vengono inviati al fronte in questo modo.
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