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#INTERVISTA Sufian Abu Zaida, ex Ministro dell'Autorità Palestinese, è tornato a parlare a proposito della sua attività di mediazione tra Israele e Hamas avvenuta nei mesi precedenti al 7 ottobre. L'INCONTRO DECISIVO Approfondendo ad Alghad TV quanto da lui stesso già anticipato in un primo momento, Zaida ha indicato il 14 settembre 2023 come data del suo incontro con l'ex leader di Hamas, Yahya Sinwar, a Gaza. In quel contesto, ha riferito, "Sinwar gli ha chiesto di trasmettere un messaggio a Israele". Il contenuto era il seguente: "Entro la fine di quel mese (dunque, di settembre, ndr.), Hamas avrebbe messo 'carte' sul tavolo delle trattative che avrebbero causato un 'terremoto'. (Per questo motivo, ndr.) Israele avrebbe dovuto prepararsi allo svuotamento delle prigioni". Zaida ha inoltre sottolineato come Sinwar abbia insistito sul fatto di consegnare il messaggio "esattamente come era stato dato". LA REAZIONE Durante l'incontro ad Ashkelon, a Zaida fu chiesto cosa intendesse Sinwar per "terremoto" e cosa fossero le "carte" di cui parlava. Con l'assenza di elementi più concreti a propria disposizione, gli ufficiali israeliani si confrontarono con esponenti dell'establishment della sicurezza, i quali "non dormirono la notte a causa di quanto gli era stato riferito", ha affermato Zaida. Uno scenario, quest'ultimo, dominato da uno stallo nelle trattative tra la parte israeliana e quella palestinese (con il Primo Ministro Benjamin Netanyahu che temeva di effettuare passi che avrebbero determinato una reazione drastica dei suoi partner di governo di estrema destra). COSA SI SAREBBE POTUTO RAGGIUNGERE Non si può chiudere senza riferire ciò che, effettivamente, le parti stavano discutendo di includere in un accordo comprensivo tra loro. Secondo Zaida, i tasselli del mosaico avrebbero dovuto essere i seguenti: Israele avrebbe ottenuto il rilascio dei 4 prigionieri detenuti da Hamas; la parte israeliana avrebbe offerto misure più ampie a beneficio della Striscia di Gaza, tra cui l'aumento del numero di lavoratori di Gaza autorizzati a entrare in Israele, la riabilitazione della rete elettrica e di altre infrastrutture e l'avanzamento nei progetti volti alla ricostruzione della Striscia di Gaza. A ciò, inoltre, si aggiungeva la richiesta del rilascio di prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, con un dettaglio non banale: "Rimuovere il veto al rilascio dei palestinesi accusati di aver ucciso israeliani o condannati a pene detentive molto severe (inevitabile il riferimento a Marwan Barghouti, esponente di spicco di Fatah a cui i sondaggi attribuiscono un significativo consenso presso la popolazione palestinese, ndr.)". Nota: L'intervista è stata concessa da Zaida a un'emittente considerata molto vicina a Mohammed Dahlan, ex capo della sicurezza di Fatah, il quale si è ultimamente avvicinato ad Hamas (si discute della possibilità di presentare una lista comune alle prossime elezioni palestinesi) dopo esserne stato uno storico rivale. 👉@TheMenaDesk
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