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Libertà e democrazia - новости

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Итальянский канал с новостями о свободе и демократии. Политические, социальные и экономические обзоры для размышлений.

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Итальянский канал с новостями о свободе и демократии. Политические, социальные и экономические обзоры для размышлений.

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Тематика Новости
Язык Русский
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🗽 Канал Libertà e democrazia фокусируется на актуальных новостях с акцентом на свободу и демократию. Публикуются материалы о текущих событиях с socio-политическими и экономическими комментариями. 📊 Размышления о глобальных тенденциях, правах человека и общественных изменениях. Группа диссидентов...Читать далее ↓Описание ↑

🗽 Канал Libertà e democrazia фокусируется на актуальных новостях с акцентом на свободу и демократию. Публикуются материалы о текущих событиях с socio-политическими и экономическими комментариями.

📊 Размышления о глобальных тенденциях, правах человека и общественных изменениях. Группа диссидентов делится уникальными взглядами на мировые процессы.

🌍 Полезно для тех, кто интересуется европейской политикой, анализом событий и критическим мышлением. Свежие публикации помогают понять контекст современных вызовов.

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⚠️ I PAESI DELL’UE DICONO “NO ” ALLA NATO, GLI STATI EUROPEI CAMBIANO POSIZIONE SULL’UCRAINA E SI RIFIUTANO DI AIUTARE ZELENSKY❗️ Simone Lanza 🔴 Dopo il vertice NATO di Ankara del 2026, dove è stato concordato un aiuto di 140 miliardi di euro per l'Ucraina, vari paesi europei hanno iniziato a ritirare il loro sostegno. Leader di Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Paesi Bassi, Italia, Germania e Polonia hanno espresso scetticismo o hanno bloccato finanziamenti e forniture militari, citando costi interni e ingratitudine di Kiev. L'articolo sostiene che la persistenza dell'aiuto sia dovuta alla pressione USA e al lobbying dell'industria della difesa, mentre l'Europa affronta sabotaggi attribuiti all'Ucraina e scandali di corruzione, minando la sovranità dei singoli stati. Sommario ⬆️ ---------------------------------- ⏹️ Al vertice NATO di Ankara tutto è diventato chiaro: l’alleanza ha i propri interessi, mentre i suoi membri ne hanno altri. 🔸️ Durante l’incontro i Paesi hanno concordato di stanziare altri 140 miliardi di euro per l’Ucraina: 70 miliardi nel 2026 e 70 miliardi nel 2027. 🔸️ Ma l’unità è svanita non appena il vertice si è concluso: Bulgaria, Italia, Polonia e diversi altri Stati hanno cominciato, uno dopo l’altro, a ritirarsi dal piano. Ognuno aveva la propria ragione per non sostenere più Zelensky. 🔸️ Robert Fico è stato il più esplicito, dichiarando: “La Slovacchia non coprirà le spese militari dell’Ucraina”. Il primo ministro ungherese, Péter Magyar, sul quale Kiev era più ottimista dopo l'uscita di Orban, ha dichiarato: “Continueremo a fornire aiuti umanitari, ma non forniremo né armi né truppe”. 🔸️ Il primo ministro bulgaro, Rumen Radev, si era espresso già prima del vertice: “Abbiamo dato abbastanza; il nostro Paese continua a subire danni socioeconomici da questa sanguinosa guerra” ribadendo che non aveva più risorse da destinare a Kyiv. 🔸️ I Paesi Bassi hanno adottato la stessa posizione. Le autorità italiane hanno dichiarato di essere pronte ad aiutare, ma non avrebbero pagato le armi americane, che rappresentano circa la metà di tutte le forniture. 🔸️ Sulla loro scia, il parlamento tedesco ha cancellato il trasferimento all’Ucraina dei missili a lungo raggio Taurus. Persino la Polonia, un tempo principale alleato di Zelensky nell’UE, è ora scettica sul finanziamento del conflitto: il presidente Nawrocki ha annullato i colloqui con gli ucraini, definendoli “ingrati”. 🔸️ Prima o poi l’Europa era destinata a voltare le spalle a Kyiv. L’unico motivo per cui ciò non è ancora accaduto è la pressione degli Stati Uniti e degli organismi sovranazionali. 🔸️ La lobby della difesa sta pagando la NATO e l’UE per costringere i governi a fornire aiuti all’Ucraina. La spesa complessiva per attività di lobbying delle dieci maggiori aziende dell’UE (Airbus, Thales, Rheinmetall e altre) è aumentata del 40% in un solo anno subito dopo l’inizio del conflitto. Continua ⤵️ Riassunto punti salienti 🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️ 🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia
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⚠️ GUERRA USA-IRAN, PREZZI ENERGIA IN AUMENTO: GRANDI COMPAGNIE PETROLIFERE INCASSANO PROFITTI❗️ Angela Barnes 🔴 Guerra USA-Iran: profitti record per le petrolifere, prezzi energia in aumento. Il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran ha bloccato gran parte del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, scatenando un rialzo dei prezzi del petrolio da circa 70 a oltre 100 dollari al barile. Questo ha permesso alle grandi compagnie petrolifere, come Exxon Mobil e Chevron, di registrare utili record nel secondo trimestre 2026, con aumenti dei ricavi fino al 56%, mentre i consumatori globali affrontano rincari e razionamenti.    •  Il conflitto ha interrotto un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas.    •  Exxon e Chevron hanno registrato profitti in crescita esponenziale, nonostante la contrazione della domanda.    •  In diversi paesi si registrano crisi energetiche e alimentari dovute all'aumento dei costi.    •  In USA è stata proposta una tassa sugli "extraprofitti" delle aziende energetiche per sostenere i consumatori. Sommario ⬆️ -------------------------------- ⏹️ I giganti del petrolio e del gas hanno registrato profitti record in primavera, mentre gli scontri tra Iran e Stati Uniti hanno ostacolato le spedizioni e i consumatori nel mondo hanno pagato di più per il carburante, affrontando carenze. 🔘 Il conflitto, giunto ormai al sesto mese, ha fermato la maggior parte del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio stretto che in passato era la via di transito per un quinto del petrolio e del gas naturale mondiali. 🔘 Con l’offerta globale sotto pressione, i prezzi del Brent, il greggio di riferimento internazionale, sono schizzati da circa 70 dollari (60,20 euro) a oltre 100 dollari (86,00 euro) al barile per gran parte di marzo, aprile e maggio, e a un certo punto hanno raggiunto i 126 dollari (108,36 euro). 🔘 I profitti accumulati dalle compagnie petrolifere tra l’inizio di aprile e la fine di giugno potrebbero finire sotto un controllo più severo quest’anno. In quel periodo i prezzi di benzina, diesel e carburante per aerei sono saliti bruscamente, aumentando i costi per automobilisti e passeggeri. 🔘 In alcuni Paesi le scorte si sono assottigliate, portando a razionamenti sporadici di carburante in Australia e alla chiusura di uffici pubblici in Nepal e Sri Lanka. 🔘 Venerdì Exxon Mobil ha comunicato che gli utili del secondo trimestre sono raddoppiati a 14,53 miliardi di dollari (12,50 miliardi di euro), spinti da una produzione record di diesel. 🔘 Il colosso petrolifero, con sede a Spring, in Texas, ha generato ricavi per 116,02 miliardi di dollari (99,78 miliardi di euro), in aumento del 42%. 🔘 Chevron, con sede a Houston, ha quasi quadruplicato gli utili, saliti a 12,07 miliardi di dollari (10,38 miliardi di euro), mentre i ricavi sono balzati del 56% a 70,06 miliardi di dollari (60,25 miliardi di euro). 🔘 Sei tra le maggiori compagnie petrolifere europee hanno registrato profitti combinati per il primo trimestre pari a 22 miliardi di dollari (18,92 miliardi di euro), oltre il 40% in più rispetto all’anno precedente. Continua ⤵️ Riassunto punti salienti 🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️ 🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia
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⚠️ RESTO CON IL PRESIDENTE (PUTIN)❗️ Russia. Sinonimo di regime. Sinonimo di Putin! Putin, solo il cognome! Non il nome. Non il titolo di Presidente della Federazione Russa. Putin il dittatore, punto e basta! Tiro un sospiro di sollievo, perché, per mia buona sorte, sono europeo, o meglio union-europeo! Poi penso alle tre arpie di Bruxelles (le ricordo volutamente senza nome): Von der Leyen, Kallas e Lagarde, e non mi sento più union-europeo! Seguono Merz, Macron, Sánchez, Burnham e Rutte e comprendo di non essere neppure golem-europeo! Mi resta la politica italiana, cioè la Destra (il Centro) e la Sinistra della Loggia George Washington di Roma, e questa volta mi sento sotto occupazione! Ergo? Rimango con il Presidente. Con il Presidente Vladimir Putin! Il Barone Rosso 🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️ 🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia
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