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#ANALISI La strategia delle forze di opposizione al governo israeliano non è univoca, come potrebbero desiderare gli elettori anti-Netanyahu, bensì connotata da una contrapposizione di fondo. A indagare la situazione, in maniera più specifica, è il giornalista Barak Seri dalle colonne di Walla. LA STRATEGIA DI EISENKOT Da un lato vi è Gadi Eisenkot, leader della formazione a cui ogni agenzia di sondaggio attribuisce regolarmente il maggior numero di voti all'interno del blocco anti-Netanyahu. Proprio a partire da questa posizione di forza, il Presidente di Yashar avanza da tempo una richiesta ai suoi potenziali partner di un futuro governo: che sia indicato come candidato del suo schieramento al ruolo di Primo Ministro. Il motivo? Replicare quanto avviene nell'altro campo, con l'attuale Capo di Governo Benjamin Netanyahu unanimemente considerato come il punto di riferimento della coalizione di governo, per dare un'idea di chiarezza in vista del futuro. LA STRATEGIA DI BENNETT E LIEBERMAN Di opposto avviso sono due dei potenziali futuri partner di governo di Eisenkot, ossia Naftali Bennett e Avigdor Lieberman, i quali hanno finora escluso di voler indicare una figura specifica per il ruolo di Primo Ministro. Dal loro punto di vista, come riportato da Seri a Walla, definire nella fase pre-elettorale il volto di riferimento del blocco anti-Netanyahu significherebbe "alienare l'elettorato di destra", sul quale sia Bennett sia Lieberman contano in maniera convinta. A spiegare in maniera chiara il suo modus operandi è lo stesso Lieberman, che si è espresso in questi termini: "Ora non deve essere annunciato nulla. Dobbiamo agire come un blocco, ognuno nel proprio settore, e portare quanti più seggi possibile. Yair Golan deve portare elettori di sinistra e del settore arabo, Bennett deve portare elettori del Partito Sionista Religioso, e io devo portare elettori del Likud. Dobbiamo massimizzare il numero dei nostri elettori e vincere. C'è la possibilità di portare più di 61 seggi, dipende solo da noi". 👉@TheMenaDesk
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