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#INCHIESTA Un contatto, potenzialmente decisivo, tra il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Presidente emiratino Mohamed Bin Zayed. Un momento che potrebbe essere definito “spartiacque”, nei giorni immediatamente precedenti il 7 ottobre e l’attacco di Hamas…
Открыть канал и посмотреть медиа#Svezia #M|EPP ha pubblicato il proprio programma elettorale. Qui potete trovare i punti salienti tradotti. @OsservatorioEsteri
Открыть канал и посмотреть медиа#UE #Canada In vista del discorso sullo Stato dell’Unione di metà settembre, Bloomberg riporta che l’Unione Europea ed il Canada stanno lavorando a rafforzare la loro relazione in modo ancor più netto, intento che la Presidente della Commissione Europea Ursula #VonDerLeyen dovrebbe annunciare proprio il 16 settembre. Le discussioni si starebbero concentrando su “capacità strategiche” come la cooperazione in materia di difesa, esplorazione spaziale e ricerca scientifica. Secondo alcune fonti, gli accordi mireranno a coprire tutti gli ambiti possibili delle relazioni bilaterali, come commercio, sicurezza, catene di approvvigionamento e materie prime critiche, con l’obiettivo di avvicinarsi il più possibile nei limiti della fattibilità legale e senza - almeno per ora - un possibile ingresso del Canada nell’UE, la cui fattibilità non sarebbe chiara. Le due parti, inoltre, avrebbero discusso di una possibile collaborazione in seno al Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (#CPTPP), accordo commerciale di cui il Canada è membro. @OsservatorioEsteri
Открыть канал и посмотреть медиа#UE #Francia #Germania Euractive ha pubblicato il piano franco-tedesco per una riorganizzazione delle competenze dell’Alta Rappresentante del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS). La diagnosi della situazione è che l’EEAS sia stato “messo da parte”…
Открыть канал и посмотреть медиа#Italia #Argentina Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio #Tajani (#FI|EPP), ha incontrato oggi a Buenos Aires il Presidente dell’Argentina Javier #Milei (#LLA|Destra libertaria). “Ci piace quello che sta facendo il governo Milei: lo Stato non fa l'imprenditore ma aiuta le imprese. Ci piace quello che sta facendo Milei perchè lo stiamo facendo anche noi, a partire dal taglio della burocrazia. La stabilità è la cosa più importante per un imprenditore che in questo modo ha certezze su come investire. Noi esporteremo in Argentina ma le nostre porte sono aperte a tutti gli amici argentini in Italia: difenderemo sempre gli interessi dell'Argentina in Europa. Non c'è solo il Medio Oriente, c'è anche l'America Latina. Intendiamo essere un ponte forte tra l'America Latina e l'Europa”, ha dichiarato il titolare della Farnesina. @OsservatorioItaliano
Открыть канал и посмотреть медиа#INCHIESTA Un contatto, potenzialmente decisivo, tra il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Presidente emiratino Mohamed Bin Zayed. Un momento che potrebbe essere definito “spartiacque”, nei giorni immediatamente precedenti il 7 ottobre e l’attacco di Hamas all’interno del territorio israeliano. LA RICOSTRUZIONE L’inchiesta di Haaretz ricostruisce, nei minimi dettagli, i contorni di una conversazione telefonica avuta da Netanyahu e Bin Zayed, il cui contenuto è tutto un programma: l’avviso del Presidente emiratino che “Yahya Sinwar (allora leader militare di Hamas, ndr.) starebbe preparando una grande operazione contro Israele”. Un’azione che, se compiuta, avrebbe potuto generare “non solo spargimenti di sangue, ma anche la destabilizzazione dell’intera regione mediorientale e la possibilità di minare gli Accordi di Abramo”. LA REAZIONE Come raccolto da Haaretz (in allegato, una ricostruzione dell’inchiesta) secondo quanto riferito da una fonte palestinese presente al momento del contatto telefonico - durato 45 minuti - tra il leader israeliano e quello emiratino, la risposta di Netanyahu è stata all’insegna della calma. “Hamas intende operare nell’area della Cisgiordania”, ha affermato, aggiungendo che “Israele è - comunque - pronta a ogni scenario”. LE TRATTATIVE CON HAMAS Degno di nota è anche il racconto di quanto avvenuto nelle ore immediatamente successive all’attacco di Hamas, con la cattura di alcuni ostaggi israeliani condotti nella Striscia di Gaza. Lo scenario è stato il seguente: Sinwar, posto di fronte alla posizione intransigente del Qatar, si era mostrato disponibile al rilascio di tutti gli ostaggi tra i 18 e i 50 anni, ponendo come unica condizione quella di “portare immediatamente un mediatore concordato dalle parti, così che i negoziati potessero iniziare su tutto il resto”. Il “resto” cui si fa riferimento era rappresentato dal “rilascio dei soldati e degli ufficiali israeliani in cambio dei prigionieri palestinesi” e dalla “questione del blocco (imposto da Israele, ndr.) su Gaza”. La risposta di Netanyahu è stata netta: nessun negoziato con Hamas, ma guerra a oltranza. 👉@TheMenaDesk
Открыть канал и посмотреть медиа#Slovacchia Il leader di #SR|Destra radicale Boris #Kollár ha annunciato che l'ex leader di #SASKA|ECR Richard #Sulík si candiderà con SR alle prossime elezioni. Inoltre, Kollár ha annunciato che SR cambierà nome in "Sme Rodina a Sulíkovci". @OsservatorioEsteri
Открыть канал и посмотреть медиа#Cina #Taiwan Portavoce del Ministero degli Esteri #Mao Ning (#PCC|Estrema sinistra): "Dal punto di vista politico, giuridico e procedurale, la risoluzione ha risolto una volta per tutte la questione della rappresentanza dell’intera Cina, compresa Taiwan, presso l’ONU. Ha chiarito che esiste un solo seggio della Cina alle Nazioni Unite e che non esistono né «due Cine» né «una Cina, una Taiwan». Taiwan non è mai stato un Paese e non lo sarà mai. La deliberata distorsione della risoluzione n. 2758 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite da parte delle autorità di Lai Ching-te ha rivelato ancora una volta la loro natura separatista a favore dell’“indipendenza di Taiwan”. La loro retorica non cambierà il fatto storico e giuridico che le due sponde dello Stretto di Taiwan appartengono a un’unica e stessa Cina, né minerà l’impegno incrollabile della comunità internazionale nei confronti del principio “una sola Cina”." @OsservatorioEsteri
Открыть канал и посмотреть медиа#Cina #Taiwan Portavoce del Ministero degli Esteri #Mao Ning (#PCC|Estrema sinistra): "Nel mondo esiste una sola Cina, e Taiwan è parte inalienabile del territorio cinese. Si tratta di un fatto incrollabile, fondato sia sulla storia che sul diritto. La Dichiarazione del Cairo, emanata da Cina, #USA e #RegnoUnito nel 1943, affermava in termini espliciti che Taiwan è un territorio che il Giappone aveva sottratto e che deve essere restituito alla Cina. La Dichiarazione di Potsdam del 1945 ribadì che i termini della Dichiarazione del Cairo dovevano essere attuati. Questa serie di atti giuridicamente vincolanti ai sensi del diritto internazionale ha chiaramente affermato la sovranità della Cina su Taiwan. La risoluzione 2758 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha solennemente ribadito il principio di «una sola Cina», che «decide di restituire tutti i suoi diritti alla Repubblica Popolare Cinese e di riconoscere i rappresentanti del suo Governo come gli unici rappresentanti legittimi della Cina presso le Nazioni Unite»." @OsservatorioEsteri
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